Wifi 6, Wifi 7 e un nuovo sistema di identificazione: il futuro della connettività wireless è già qui

Wifi 6, Wifi 7 e un nuovo sistema di identificazione: il futuro della connettività wireless è già qui

I nuovi standard della WiFi Alliance parlano chiaro: il futuro del Wifi deve necessariamente passare da performance migliori e maggiore stabilità. A questo puntano i nuovi Wifi 6 e Wifi 7, il cui obiettivo è garantire una connessione più veloce e una copertura più stabile e duratura. E non è tutto.

 

Il Wifi – la tecnologia per reti locali senza fili – esiste da neanche un ventennio ed è ormai un elemento indispensabile delle vite di tutti noi. Come pensare al giorno d’oggi di muoversi agevolmente tra lavoro, viaggi, tempo libero, senza la disponibilità di una connessione internet senza fili?

Ma c’è un ma. Da sempre, la connessione Wifi si potrà dietro una serie di problematiche di performance e stabilità, che ovviamente ogni evoluzione della tecnologia cerca di risolvere o quantomeno diminuire significativamente.

A tutti, privati e aziende, oggi serve una connessione senza fili che supporti un carico dati sempre più imponente e che garantisca una maggiore stabilità, su aree potenzialmente sempre più ampie. Proprio per queste specifiche esigenze, la Wifi Alliance ha reso noto nei prossimi mesi sarà già attiva la nuova Wifi 6 e in seguito – con una tempistica non ancora definita – la Wifi 7.

 

Cosa cambia con la Wifi 6 e la Wifi 7?

L’obiettivo – come abbiamo detto – è chiaro e comune per i due protocolli: una connessione più veloce e maggiore copertura di segnale. Ossia, quello che tutti noi cerchiamo ogni giorno.  😄

Quello che cambia è come questo obiettivo sarà raggiunto.

Il Wifi 6, che sarà rilasciato nei prossimi mesi, utilizzerà le stesse frequenze dei protocolli già esistenti (quindi bande da 2,4 e 5 gigahertz) ma garantirà il 40% di velocità rispetto agli standard attuali grazie a una diversa codifica e incapsulamento dei pacchetti dati.

Operativamente, ci permetterà di gestire un numero maggiore di dispositivi nell’ambito della stessa connessione: una caratteristica imprescindibile in un mondo in cui domotica e Internet of Things sono sempre più pervasivi.

 

Il Wifi 7 al momento è ancora una ipotesi di protocollo ma quel che è stato comunicato lo rende sicuramente un protocollo molto interessante: dovrebbe infatti viaggiare su bande da ben 60 gigahertz, con una velocità di gran lunga maggiore, sebbene forse con una copertura di segnale inferiore rispetto alle bande “tradizionali”. Ma, come abbiamo detto, siamo ancora in fase di “bozza” per un protocollo che comunque non entrerà in vigore per tutto il prossimo anno.

 

Un nuovo sistema di identificazione dei diversi protocolli Wifi

Al momento, la novità che inciderà più nell’immediato nelle vite di tutti noi è la nuova identificazione che già da quest’anno verrà data alle sigle dei diversi standard. Finora, su ogni dispositivo di supporto alle reti wireless trovavamo sigle praticamente incomprensibili per i non addetti ai lavori: 802.11ac” o “a / b / g / n” sono codici per molti incomprensibili.

Dal 2019, si passa a un sistema unificato estremamente più semplice, che utilizzerà delle icone di immediata comprensione per l’utente. Eccole:

Altro elemento importante: questa nuova identificazione sarà retroattiva, ossia da applicare anche agli standard più vecchi. Una decisione che va a tutto vantaggio dei singoli utenti, perché renderà facilmente comprensibile che gli standard più recenti – e quindi più performanti – saranno quelli coi numeri più alti.

Immagina di trovarti in un luogo pubblico e dover scegliere a quale connessione Wifi agganciarti: scegliere quella più performante e veloce sarà un gioco da ragazzi!

 

 

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