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In molte aziende italiane, gli strumenti AI sono già usati dai dipendenti, spesso senza che l’azienda lo sappia. Non attraverso un progetto approvato dal reparto IT, ma tramite un’app di chat aperta in una scheda del browser, usata per riassumere un contratto, tradurre una mail, buttare giù una bozza di preventivo.
Il problema non è l’uso dell’AI in sé. È che, nella maggior parte dei casi, nessuno in azienda sa con certezza quali strumenti stanno usando davvero i collaboratori, né quali dati ci stanno passando dentro. Un contratto riassunto da un’AI generica è comunque un contratto che ha lasciato il perimetro dell’azienda, senza che nessuno lo abbia deciso.
Come scoprire quali strumenti AI usano davvero i dipendenti in azienda
La soluzione SASE proposta da ZAL si basa sulla piattaforma di Cato Networks, di cui siamo partner. Il funzionamento è più specifico di un semplice blocco o filtro.
Il traffico di rete viene analizzato per riconoscere, tra le centinaia di applicazioni in uso ogni giorno in un’azienda, quali sono strumenti di intelligenza artificiale, autorizzati dall’IT o portati dentro autonomamente da un singolo collaboratore. La distinzione non è un elenco statico di app vietate: si basa sul traffico reale che passa sulla rete aziendale in quel momento.
Ogni applicazione AI individuata viene classificata per livello di rischio, non genericamente, ma in base al tipo di dati che le vengono inviati. Un uso per generare testi generici pesa diversamente da un uso in cui vengono incollati dati di clienti, cifre di bilancio o clausole contrattuali.
Il risultato arriva su un pannello unico, leggibile dall’IT o dal titolare, senza bisogno di installare software sui dispositivi dei dipendenti né di intervenire manualmente su ogni singola postazione.
A cosa serve, davvero
Non serve a controllare i dipendenti uno per uno. Serve a due cose molto più concrete.
Primo: scrivere una policy aziendale sull’uso dell’AI basata su dati reali, non su supposizioni. Sapere quali strumenti AI usano davvero i dipendenti in un reparto specifico permette di decidere se estenderne l’uso in modo controllato, invece di vietarlo o ignorarlo.
Secondo: individuare dove i dati sensibili dell’azienda stanno effettivamente circolando, prima che diventi un problema di conformità o, peggio, un incidente.
Perché è un tema che riguarda anche la NIS2
Le aziende italiane stanno affrontando, in parallelo, l’adeguamento alla direttiva NIS2, con scadenze entro l’autunno 2026. Sapere cosa succede ai dati aziendali quando passano da uno strumento AI non censito è parte della stessa area di lavoro: non solo protezione da un attacco esterno, ma controllo su dove i dati aziendali finiscono davvero.
Se non hai una risposta certa su quali strumenti AI usano i tuoi dipendenti in azienda, scrivici: ti spieghiamo come funziona il controllo di sicurezza sull’uso dell’AI in rete.