“FACCE DI ZAL” LA PAROLA A PAOLO LOMBINI

“FACCE DI ZAL” LA PAROLA A PAOLO LOMBINI

Sono alto un metro e novanta, ho 46 anni ma per tutti sono e resterò sempre Paolino. O Paolo Zal, come mi conoscono in tanti”.

Accomodante, come si definisce lui – nel senso più positivo del termine- simpatico e compagnone. “Il più suonato di Zal”.

Parola di Paolo Lombini che si presenta così, dal reparto tecnico: come un ciclone di energia e di vitalità. Stavolta per la rubrica “Facce di Zal” a raccontarsi è uno dei “technical support specialist”.

L’informatica è nel suo dna, da sempre, da almeno 20 anni, quando ha iniziato il suo percorso come sistemista. “Sono amministratore di rete da tanto tempo. Mi piacciono le configurazioni strane, particolari. L’informatica è il mio pane quotidiano”. Libero professionista, Paolo collabora con Zal da 3 anni, e ci è arrivato quasi per caso: “Ci siamo conosciuti tramite un cliente comune. Mi è stato chiesto di dare una mano per i clienti più difficili e così è nata una grande collaborazione. Oggi seguo il piccolo, il medio e il grande cliente. La mia giornata tipo? Mi occupo in parte degli appuntamenti che mi inoltra l’ufficio e a seconda delle urgenze gestisco il mio tempo. Mi tengo due pomeriggi liberi alla settimana. Adoro fare il babbo, non mi perderei per niente al mondo la crescita di mia figlia Giulia che oggi ha 13 anni e che voglio godermi appieno finchè posso”.

Informatica sì, ma non solo. Oltre ad essere tecnico di riferimento in azienda e babbo attento in famiglia, Paolo ha anche una passione smisurata per la cucina. “Mi metto ai fornelli solo per beneficenza. Da 11 anni cucino nell’ambito di una festa organizzata da un’associazione che devolve gli utili a persone bisognose di cure o territori che hanno subito eventi calamitosi”. Asso nei primi piatti, Paolo vive di passioni come quella per l’attività che porta avanti in Zal. “Del mio lavoro mi piace tutto. Non c’è continuità, ogni volta è una questione a sè, è sempre un’innovazione, una novità, una scoperta. Ogni giorno è diverso dal giorno prima e dal cliente prima. Sono davvero orgoglioso quando mi scontro con problemi che sembrano insormontabili, ci sbatto la testa, e poi riesco a risolverli. A quel punto condivido coi colleghi la procedura di risoluzione. Piccoli grandi conquiste”.

Ore e ore al telefono, batteria che non arriva mai alla sera senza scaricarsi e la certezza che “dietro la cornetta c’è Paolino che risponde. Una mente pensante e non un robot. Questo è il valore aggiunto di Zal, questo è ciò che ci permette di stare sempre sul pezzo, di intervenire in modo tempestivo“.

Il futuro? “Lo vedo esattamente così, nel ruolo che ricopro, non c’è altro posto in cui vorrei essere. Mi va benissimo stare per strada, a contatto col cliente. La figura del tecnico è davvero ben vista; siamo quelli che fanno funzionare il prodotto. Con i clienti, quindi, si crea un bel rapporto, amichevole, disteso. In Zal sono riusciti a cucirmi addosso un profilo che già era mio, e ora lo è ancora di più. Condividiamo un ambiente scherzoso, giovanile ma lavoriamo duramente, quando c’è da farlo”.

Progetti e obiettivi da perseguire sono la spinta motivazionale a crescere, migliorarsi, perfezionarsi.

Ne stiamo portando avanti parecchi, e io, dalla mia, ho dato piena disponibilità a contribuire. Non mi faccio scrupoli quando si tratta di idee nuove, mi ci butto a capofitto. Quello che ci guida comunque, è il cercare di dare un servizio sempre più completo per la gestione della rete interna del cliente finale”.

 

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Comments (1)

  • Alberto

    Ago 10, 2017

    grande il mitico lombo !!!

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