“FACCE DI ZAL”. LA PAROLA A NICOLA CANUTI

“FACCE DI ZAL”. LA PAROLA A NICOLA CANUTI

C’era quando tutto è nato. Quando l’idea è stata concepita, condivisa e discussa ha messo energie, risorse ed impegno credendo fermamente in un progetto nuovo, in una sfida tutta da vincere. “A ripensarci adesso sì, lo ammetto. La mia è stata una scommessa controtendenza. Ho creduto nelle potenzialità di ZAL, un’idea che dovevamo far crescere insieme. Col senno di poi posso dire che la scelta è stata più che azzeccata”.

C’era quando quell’idea con coraggio e determinazione ha pian piano preso forma, ha trovato uno spazio in cui crescere e si è fatta conoscere ed apprezzare.

Quando ZAL non era ancora ZAL ma un progetto ambizioso a cui trovare il nome giusto, Nicola Canuti era lì: in tasca una laurea magistrale in economia e davanti tutta la voglia di mettersi in gioco. Ho vissuto in ZAL fin dalla nascita e di questo progetto ne ho fatto la tesi di laurea. Ora ho una piccola partecipazione e mi occupo dell’area amministrazione, finanza e controllo”.

Da quel primo incontro nato quasi per caso nel maggio 2012 con Cristian Sarpieri e Paolo Casadei sono passati 5 anni e oggi Nicola ricopre in azienda, con orgoglio ed entusiasmo, il ruolo di Chief Financial Officier.

Ma facciamo un salto indietro nel tempo: “Ho conosciuto Paolo e Cristian casualmente durante il percorso universitario. Il primo incontro? Fu proprio al parcheggio sotto lo stabile di quella che sarebbe diventata ZAL. Non avevo idea di cosa avremmo potuto parlare”. Lo studio aveva portato Nicola – che è il solo in azienda a non essere romagnolo doc – da Città di Castello a Bologna. Dopo un’esperienza nel campo della revisione contabile in una multinazionale, la sua strada ha preso un’altra direzione. E al bivio, la scelta di fermarsi a Forlì dove tutto ha avuto inizio.

In testa c’era l’idea di creare un piccolo operatore locale: insieme abbiamo fatto il business plan del progetto, siamo partiti con lo studio del brand, uno studio bellissimo. La presentazione in grande stile della nascita del marchio mandò subito un messaggio per niente velato di vicinanza al territorio. Era ufficialmente nata ZAL”.

Tutto si è evoluto alla velocità della luce. “Eravamo piccolini inizialmente – racconta Nicola, protagonista di oggi della rubrica Facce di ZAL– man mano le problematiche sono cresciute ma ho imparato a seguirle, dalle più banali alle più complesse. Oggi l’azienda si è fatta le ossa”. Non è difficile identificarne anche a distanza di anni i punti di forza. “L’intuizione dalla quale siamo partiti è ancora giusta. In un mercato che tende ad annullare sempre di più il concetto di rapporto, la vicinanza di un operatore telefonico rappresenta un approccio nuovo, è un elemento che ci permette di rispondere ad un’esigenza che si sentirà sempre in tutti i settori”. Colmare il vuoto di rapporti e di punti di riferimento: questa una delle linee guida di ZAL, “un aspetto di fondo che non è mai cambiato. La mission come operatore strettamente legato al territorio è fare il possibile per risolvere i problemi al cliente: lo abbiamo fatto inizialmente in 3, poi ci siamo strutturati. Da 3 persone è partita l’idea del business, ad oggi il processo di crescita è visibile ed in perenne evoluzione”.

Da una parte il dinamismo, dall’altra la continua ricerca della novità. Sono i due elementi che Nicola ama di più del suo lavoro. “Per me le attività ripetitive e statiche sono un limite. L’ambiente in cui operiamo è familiare, così come il clima che abbiamo costruito. Siamo dei buoni ingranaggi, tutti molto diversi tra noi ma perfettamente equilibrati. E poi che dire. Vivo a Riccione adesso, la Romagna mi ha adottato e mi ha fatto sentire a casa. Questo è un territorio che ha tanti plus e regala molti stimoli”.

Tra gli obiettivi da perseguire, in ambito lavorativo, non c’è dubbio: “cercare di far meglio quello che stiamo facendo, migliorare efficienza ed efficacia con l’introduzione di nuovi sistemi. Dalla laurea son passati anni ormai, mi piacerebbe intraprendere un nuovo percorso formativo nell’ambito della gestione aziendale. Man mano che l’internet of things prenderà spazio avremo bisogno di nuove logiche da portare in azienda, processi produttivi innovativi. E’ su questo che vorrei concentrarmi”.

Di un libro, si sa, è sempre difficile scegliere il capitolo preferito. O di un album la canzone che ci emoziona di più. Allo stesso modo, non esiste per Nicola un momento in particolare che lo lega alla sua esperienza in ZAL. “Perché tutto il percorso in azienda parla di me, della mia vita. I passaggi di crescita e di evoluzione di ZAL sono andati di pari passo con i miei, con la mia vita personale. Il legame è indissolubile. Quando non sapevamo ancora chi eravamo, io facevo la spola con Bologna. Poi tutto ha preso una piega diversa. La spinta, il cambiamento, altre idee, progetti nuovi, l’ingresso dei colleghi, la squadra che gradualmente ha preso forma. E la nascita dei nostri figli, di una marea di figli. La nostra crescita personale corrispondeva perfettamente, giorno dopo giorno, alle fasi di crescita dell’azienda. Correva la vita fuori, allo stesso modo si andava avanti col lavoro.  Siamo cresciuti tutti, e con noi è cresciuta ZAL. La nostra creatura”.

 

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